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Parrocchia ucraina a Roma

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Madonna di Zhyrovyci e Santi Martiri Sergio e Bacco

Жировицька Богородиця

Holodomor, la Grande fame

F90FC7DF 965E 4189 A944 D73CF6781233Holodomor, noto anche come Genocidio o Olocausto ucraino, è il nome attribuito alla grande carestia che si abbatté sull’Ucraina negli anni 1932 e 1933, e che fu dovuta allo sfruttamento pianificato dal regime sovietico, con la collettivizzazione delle proprietà agricole e la confisca del bestiame e dei prodotti della terra. Fu causa della morte di oltre tre milioni di ucraini, la metà dei quali giovani fino ai 17 anni, ed è stato riconosciuto dal Parlamento europeo nel 2008 come uno «spaventoso crimine contro il popolo ucraino e contro l’umanità», pianificato «con cinismo e crudeltà dal regime di Stalin al fine d’imporre la politica sovietica di collettivizzazione dell’agricoltura contro la volontà della popolazione rurale in Ucraina».

La Chiesa greco-cattolica e la nuova Ucraina

meetingPointVisitaSSofia26gen2018siciliani 02 755x491.jpg.pagespeed.ce.nGZu2TtklHDurante il periodo comunista, «da un lato la Chiesa greco-cattolica fu la più grande organizzazione religiosa proibita nel mondo e, dall’altro, era la più grande forza di opposizione sociale al sistema sovietico». Inoltre riuscendo a evitare «la tentazione della nazionalizzazione sia durante il periodo comunista sia dopo la sua caduta», è divenuta «la portavoce della società davanti a regimi autoritari, politici corrotti e oligarchi spietati», fino a rivestire un ruolo di primaria importanza nella «rivoluzione della dignità» nel 2014. Partecipando a Varsavia a una conferenza su «La rivoluzione, la guerra e le sue conseguenze», il 16 marzo, con un intervento dal titolo «Il ruolo della Chiesa greco-cattolica nella trasformazione della società ucraina», l’arcivescovo maggiore di Kiev-Halyč, sua beatitudine Sviatoslav Shevchuk, ha richiamato l’attenzione sulla guerra in corso, di cui «sfortunatamente... si parla troppo poco».

Patriottismo, non nazionalismo

synod khva 74 sesiiaSinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina. «L’amore è anche l’anima di quel nobile sentimento che noi chiamiamo patriottismo. Un vero cristiano è chiamato a essere patriota: amare la patria, il proprio popolo, la sua lingua e cultura con lo stesso amore sacrificale con il quale si osserva il comandamento di Dio di amare il padre e la madre». Quest’anno anche l’Ucraina, come la Polonia, celebra i 100 anni del ripristino dell’indipendenza, da quando cioè nel 1918 affermò la propria sovranità subito dopo la Rivoluzione d’ottobre, per poi essere dopo pochi anni riassorbita, nel 1922, come uno degli stati costitutivi dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS); non avrebbe riacquistato la sua indipendenza fino al 1991.

Papa Francesco, la Pasqua con lo sguardo ad oriente nel ricordo di padre Chmil

Santa Sofia ACLI StampaDistano pochi chilometri, la Basilica di San Pietro e la Basilica di Santa Sofia, che a Roma è dedicata al culto della comunità greco-cattolico ucraina. Ma quella distanza, quest’anno, sarà colmata da due dati. Il primo è che quest’anno per rito latino e rito orientale la Pasqua cade nello stesso giorno: non succede spesso. Il secondo è che Papa Francesco ha un legame speciale con la Basilica di Santa Sofia: lì è sepolto padre Stepan Chmil, che fu colui che introdusse il Papa al rito orientale.

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