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Parrocchia ucraina a Roma

hiesa cattedrale

Madonna di Zhyrovyci e Santi Martiri Sergio e Bacco

Жировицька Богородиця

Il Patriarca della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina nella chiesa di Sergio e Bacco a Roma: «Questo tempio è il segno che Dio è con il nostro popolo»

Blazennishyj v ukr parafia a Roma. 14.11.2021Dopo l'elevazione della chiesa parrocchiale dei Santi Sergio e Bacco e dell'icona della Santissima Madre di Dio di Žyrovici a Cattedrale dell'Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia ed in occasione del 50° anniversario della ristrutturazione della Chiesa dei Santi Martiri Sergio e Bacco e della consacrazione del nuovo altare da parte del Patriarca Yosyp Slipyj, per la prima volta la parrocchia ucraina dei Santi Martiri Sergio e Bacco è stata visitata da Sua Beatitudine il Patriarca Sviatoslav Shevchuk. In questa occasione, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha presieduto la Divina Liturgia assistita dai sacerdoti: Taras Ostafiiv, parroco della parrocchia ucraina dei santi martiri Sergio e Bacco, Ruslan Sidelnyk, viceparroco della stessa parrocchia, ieromonaco Teodosio Roman Gren, OSBM, Protosincello dell'Esarcato Apostolico, Anibal Ramon Soutus, Vicario Giudiziario dell'Esarcato, Andriy Soletskyy, Capo del Segretariato dell'Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč a Roma, ed ieromonaco Viacheslav Okun, SJ. Come diacono ha servito Volodymyr Vintonyuk, protodiacono dell'arcidiocesi di Ternopil e Zboriv della Chiesa Greco-cattolica.

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Il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina è stato accolto all'ingresso della chiesa di Santi Sergio e Bacco dal parroco p. Taras Ostafiiv, che salutando Sua Beatitudine, ha detto: «Cinquant'anni fa il Suo grande predecessore, il Patriarca Yosyp Slipyj, entrò in questa santuario, che divenne la prima chiesa parrocchiale per gli ucraini che vivevano nella diocesi di Roma, e oggi Lei entra in questa chiesa, che è elevata alla dignità di cattedrale dell'Esarcato Apostolico per gli ucraini presenti in tutta la Repubblica Italiana».

Dopo la lettura del Vangelo, Sua Beatitudine Sviatoslav si è rivolto all’assemblea dei fedeli in chiesa con un sermone. Nella sua predica Sua Beatitudine ha detto: «Nel Vangelo di oggi vediamo la conversazione di Cristo con il dottore della legge. Cristo spiega a questo conoscitore della legge dell'Antico Testamento cosa significa essere il mio prossimo e chi è il mio prossimo. Per spiegarlo, Cristo racconta la famosa parabola del Buon Samaritano.»

«Chi è il mio prossimo? Per rispondere a questa domanda, - proseguiva il Patriarca - Cristo inizia, come si dice in linguaggio matematico, con la prova contraria. Prima mette in evidenza i diversi tipi di distanza, l'alienazione dell'uomo da Dio, e poi un uomo dall'altro… San Gregorio di Nissa ci spiega che il primo più vicino all'uomo è il Signore Dio. Il Buon Samaritano è l'immagine di Gesù Cristo. Il più vicino all'uomo è Dio, che si avvicina nel momento più critico e doloroso. Quando una persona ha il momento più difficile, quando viene bistrattata, allontanata da sé stessa e dai suoi cari, in quel momento Dio si muove verso di lei.  Andrei Sheptycky ha detto: “Un giorno nell'eternità avrai solo ciò che hai dato al tuo vicino. Non avrai la tua ricchezza terrena, la conoscenza, i benefici della vita, no, dopo la morte. Ti rimarrà solo ciò che ti ha avvicinato, reso più vicino alla persona del tuo tempo”».

Sua Beatitudine ha sottolineato che la Liturgia odierna è l'occasione speciale per ringraziare il Signore per i cinquant'anni da quando questa chiesa è tornata proprietà della nostra Chiesa ed è stata consacrata dal suo grande predecessore, il Patriarca Yosyp Slipyj. «Questo tempio rispecchia il riavvicinamento di Dio alla nostra Chiesa e al nostro popolo. Questa chiesa fu la prima e unica sede della Chiesa di Kyiv nella capitale apostolica. I miei grandi predecessori, i metropoliti dell'Unione di Kyiv, venivano qui per costruire le relazioni con la Sede Apostolica, non avendo altro posto a Roma. Qui è stato sepolto il metropolita Rafail Korsak, venuto per completare il processo di beatificazione del santo martire Jozafat Kuncewicz».

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«La seconda tappa dell'avvicinamento di Dio al nostro popolo attraverso questo tempio - nota Sua Beatitudine Sviatoslav - è stato il momento in cui il Patriarca Yosyp Slipyj, uscito dall'esilio siberiano, è stato abbandonato da tutti, ma è stato vicino a Dio e Dio a lui. Egli è venuto in questa chiesa distrutta, ha guardato negli occhi della Madre di Dio ed è riuscito a riscattarla di nuovo e a farne la prima parrocchia. È stato un passo in cui gli ucraini che si sono trovati qui dopo la Seconda guerra mondiale hanno sentito che Dio non li aveva dimenticati qui all'estero. Il Signore Dio li ricorda. Nei momenti più difficili per noi, quando tutti si allontanano da noi, il Signore, nostro Creatore e Salvatore, si rivela come il più vicino al nostro popolo». Il Primate ha evidenziato: «Oggi, per la prima volta, posso celebrare in questa chiesa come una cattedrale. L'istituzione di una sede episcopale qui a Roma, per il nostro esarcato, per gli ucraini è segno che il Signore è con noi».

Sua Beatitudine ha invitato tutti i fedeli e le persone di buona volontà a prestare particolare attenzione agli ultimi, dimenticati e disprezzati in questa società: «Penso, che in tempi di quarantena e lockdown, spesso abbiamo sentito che il più vicino era quello che si interessava a noi quando avevamo più difficoltà». «Amare il prossimo come te stesso - dice Sua Beatitudine Sviatoslav - significa aiutare te stesso quando è necessario, essere in grado di stare vicino, avvicinarsi a coloro che hanno bisogno di te. E ogni volta che facciamo la carità, sentiamo, prima di tutto, che Dio ci ama. Perché ogni volta che faccio beneficenza e posso farlo, indica che ho qualcosa da dare. Questo significa che il Signore è con me. E quando io dono a un altro in nome di Dio, anche lui sente che per mano del benefattore Dio salva l'uomo. La misericordia non è solo offerta. La misericordia riguarda il movimento del nostro cuore verso coloro che ci circondano».

Dopo la Divina Liturgia il Patriarca ha ricevuto un saluto cordiale dallo Ieromonaco Teodosio Roman Gren, OSBM a nome di Sua Eminenza il Vescovo Dionisio. Da parte della comunità parrocchiale della Parrocchia ucraina dei Santi Martiri Sergio e Bacco il parroco Taras Ostafiiv ha ringraziato il Patriarca per la preghiera comune e l'apprezzamento dell’attività pastorale nella comunità: «Questo ispira noi, parroci di questa parrocchia, ancora di più ad un ministero più zelante, al quale ci sforziamo a impegnarci sempre più». In segno di rispetto, amore e gratitudine, la comunità parrocchiale ha donato a Sua Beatitudine Sviatoslav una copia dell'icona miracolosa della Beata Vergine da Zhyrovyci onorata nella Chiesa dei Santi Martiri Sergio e Bacco a Roma.

Il servizio solenne si è concluso con il canto dell'inno spirituale dell'Ucraina «Dio unico, sei grande, salva l'Ucraina per noi». Successivamente, tutti i presenti hanno ricevuto il ricordo di questa storica visita del Patriarca Sviatoslav alla Parrocchia a Roma.

Note
La chiesa dei Santi Sergio e Bacco è il più antico insediamento della metropoli di Kyiv al di fuori del suo territorio canonico, che era andato perduto e soltanto alla fine degli anni '60 il patriarca Yosyp Slipyj recuperò alla Chiesa greco-cattolica ucraina la Chiesa dei Santi Sergio e Bacco con una casa adiacente. Fu grazie agli sforzi titanici del Patriarca Yosyp che la chiesa fu riacquistata e restaurata. Durante il 30 e il 31 ottobre del 1971 la chiesa con il nuovo trono furono riconsacrati.

traduzione di Yaryna Moroz Sarno

Foto: Volodymyr Kramar

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