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San Nicola, vescovo di Mira in Licia, il Taumaturgo (6 dicembre)

MykolaySan Nicola (gr. Άγιος Νικόλαος) vescovo di Mira che allora fu la capitale della Licia (Asia Minore), pastore esemplare dello zelo religioso che compì numerosissimi prodigi, è tra i più amati santi cristiani. San Nicola di Mira (di Bari), visse ai tempi di Costantino. Nacque a Patara di Licia (adesso Turchia) verso il 255, figlio unico di una ricca famiglia, la sua ricca eredità la distribuì tra i poveri e bisognosi e divenne un grande benefattore dei poveri, padre degli orfani, sostegno delle vedove. Nella vita del santo Simeon Metafrasto lo descrisse così: "L'antica tradizione che ci è pervenuta presenta Nicola come un vecchio dal volto angelico, pieno di santità e di grazia di Dio, aggiungendo quanto segue: se qualcuno lo incontrasse, appena guardando il santo, migliorò e migliorò, e chiunque, la cui anima era appesantita da una sorta di sofferenza o dolore, a uno sguardo su di lui trovava consolazione. Da lui emanava una specie di radiosità brillante, e il suo viso brillava più di Mosè".

Fu prodigiosamente eletto a vescovo di Mira in Licia. Ai tempi delle persecuzioni emanate da Diocleziano nel 305 fu imprigionato ed esiliato, e solo nel 313 fu liberato da Costantino I, riprendendo l'attività apostolica. Durante il Concilio di Nicea del 325 si oppose all’eretico Ario e predicò contro l’arianesimo. San Nicola schiaffeggiò l’eretico e per questo fu imprigionato e gli furono tolti i segni dell’autorità vescovile.

Il santo morì il 6 dicembre tra il 343 e il 352. Il suo corpo subito dopo la morte cominciò a trasudare una mira profumata e divenne oggetto di pellegrinaggio. Nel VI secolo sulla sua tomba fu costruita una basilica dove le sue spoglie si conservavano con grande devozione. Nel 1087, quando Mira fu presa dai musulmani, le reliquie furono trasportate a Bari, dove fu appositamente costruita la basilica a suo nome. Il 1 ottobre 1089 papa Urbano II collocò le reliquie sotto l’altare della cripta, creando la festa della traslazione a Bari 9 (22) maggio. Il suo sepolcro divenne meta di pellegrinaggi. La descrizione molto dettagliata di questo evento si trova nel Tractatus de translatione sancti Nicolai confessoris et episcopi, scritto da un chierico benedettino di origine barese Nicefore nel 1087 e nella Translatio sancti Nicolai episcopi ex Myra di Giovanni Arcidiacono. Una fonte anonima veneziana (manoscritto risalente al 1101) narrava anche del trasferimento delle reliquie da Mira a Venezia, dei miracoli compiuti presso le reliquie del santo.

Al Santo sono attribuiti innumerevoli miracoli. Il suo culto si diffuse dapprima in Asia Minore e poi in tutto l’impero bizantino e si accresce dal periodo dell’imperatore Giustiniano che costruì la chiesa in suo onore a Costantinopoli. Nel VI secolo a Costantinopoli già esistevano venticinque chiese a lui dedicate. La sua festa che ricorre il 6 (19) dicembre è stata stabilita durante i tempi dell’imperatore Manuele I Comneno (1123 ca. – 1180). Le più antiche versioni della sua vita furono scritte da Sant’Andrea di Creta, dal patriarca di Costantinopoli Metodio, da Simeone Metafrasto. Al santo erano dedicati numerosi inni (soprattutto molti canoni gli furono scritti nel IX secolo da Giuseppe Innografo), le chiese e cappelle, le immagini iconografiche. Nella tradizione popolare è venerato come patrono dei marinai, pescatori, sarti, tessitori, macellai, mercanti, mugnai, muratori, birrai, farmacisti, profumieri, avvocati, scolari, ragazze, viaggiatori.

Il culto del santo nella Rus’-Ucraina era assai diffuso e risale perlomeno al IX secolo. Secondo la testimonianza della Cronica dei tempi passati, nel 882 sulla tomba dei principi cristiani Askold e Dir a Kyiv c’era eretta la chiesa di San Nicola. Esiste l’ipotesi che Askold aveva come nome di battessimo Nicola. È possibile che la chiesa fu costruita dallo stesso Askold. Per la diffusione della devozione al santo contribuì molto San Volodymyr il Grande I centri del culto divennero la chiesa Desiatynna e la cattedrale di Santa Sofia a Kyiv.

Il culto di San Nicola nell’XI secolo già aveva carattere nazionale. Come testimonia la vita del santo scritta nel XI secolo nella Rus’ di Kyiv, non c’era nessuna città della Rus’ dove non si moltiplicavano i numerosi miracoli di San Nicola ("Vieni in Rus' e vedi che non c'è città e villaggio, in cui non ci sarebbero miracoli di San Nicola, di cui è impossibile scriverne il numero" come possiamo intendere, attraverso le sue icone e le chiese a lui dedicate).

La venerazione del santo si sviluppò con il principe di Kyiv Yaroslav il Saggio (1019-1054) che costruì il monastero dedicato a San Nicola (secondo il racconto del Pateryk della Lavra (il monastero delle grotte a Kyiv). Il culmine della devozione medievale avvenne ai tempi del principe di Kyiv Vsevolod, il figlio di Yaroslav (1078-1093). Il re di Galizia Daniel coronato dal papa era molto devoto a San Nicola, anche la chiesa presso il suo palazzo reale a Leopoli era dedicata a San Nicola.

Il culto divenne particolarmente popolare dopo l’istituzione della festa della traslazione delle reliquie di San Nicola a Bari il 9 (22) maggio (che avvenne a Kyiv verso il 1091, festa che non esisteva nella chiesa greca). Nella tradizione manoscritta ucraina, ci sono conservati gli Uffici a San Nicola. Il più antico l'Ufficio dedicato alla sua memoria il 6 dicembre è stato tradotto dal greco. Questo Ufficio divenne la base per l'intero ciclo innografico dedicato a San Nicola e, soprattutto, per l'Ufficio del Trasferimento delle reliquie di San Nicola da Mira in Licia a Bari, avvenuto il 9 maggio 1087. Il testo liturgico “L’ufficio con canone per la traslazione delle reliquie di San Nicola alla città di Bari” è stato creato già nell'XI secolo (probabilmente da Efrem, il vescovo di Pereyaslav). La scena della traslazione è stata anche introdotta nell’iconografia ucraina di San Nicola.

Nell’agiografia ucraina medievale del santo sono stati inseriti i nuovi miracoli. Per esempio, nella vita del santo è stato messo il miracolo sul salvataggio del ragazzo che annegò durante viaggio sul fiume Dnipro. Il bambino è stato ritrovato dai genitori che pregavano a San Nicola sotto l’icona di San Nicola dell’altare dedicato al santo nella cattedrale di Santa Sofia a Kyiv, dopo di che l’icona si chiamava di Nicola Bagnato. Il racconto è stato molto diffuso nella tradizione letterarea ucraina e risale al l'XI secolo (presumibilmente la sua seconda metà).

“Il miracolo con il tappeto”, che narrava sulla vendita del tappetto per la festa di San Nicola, conosciuto soltanto dai testi agiografici ucraini dell’XI secolo, spesso è rappresentato sulle icone ucraine, ma non era noto nell’iconografia bizantina. L'origine ucraina ha anche "Il miracolo sul cumano" (poloveze, polovciano), che apparve nella tradizione manoscritta dell'XI secolo.

I motivi dell’iconografia ucraina che si basavano sui miracoli “L’apparizione all’imperatore Costantino in sogno”, “La consolazione degli imprigionati innocenti” (tre generali ingiustamente condannati per le false testimonianze), “Il salvataggio di Demetrio dal fondo del mare”, “… il prete dalla spada”, “La riconsegna del figlio di Agrico” (rapito dai saraceni) rispecchiavano la bontà, la misericordia e la protezione del santo in ogni situazione difficile della vita.

In Ucraina San Nicola Taumaturgo è stato sempre il più amato patrono ed intercessore di tutti coloro che con fede e preghiera cercavano il suo aiuto. Il suo culto come protettore e adiutore nelle difficoltà fu molto popolare nei diversi tagli sociali.

La prima immagine conservata del Santo è sul trittico del VII - l'VIII secolo dal monastero di Santa Caterina sul monte Sinai. San Nicola è raffigurato come un anziano in paramenti sacri con lunga barba appuntita, con un libro chiuso del Vangelo nelle sue mani. L'immagine di San Nicola fu più diffusa sia nell'arte bizantina che nella Rus'. I principali tipi iconografici della rappresentazione di San Nicola si formarono nell'arte bizantina durante l'XI-XIII secolo. A causa della crescente popolarità del culto di San Nicola le sue raffigurazioni ricevano non solo una posizione nella decorazione delle chiese (Dafni, l'Hosios Lucas), ma si diffondono nelle icone. Oltre alle immagini a figura intera, sempre più spesso si trova il tipo iconografico a mezzo busto con il Vangelo chiuso.

Nelle antiche icone ucraine San Nicola si raffigurava in paramenti episcopali: un felonio, con una barba bianca tagliata corta, una fronte alta aperta, che indica la straordinaria saggezza del santo e con un gesto di benedizione della mano destra. Un attributo integrale delle icone di San Nicola era un omophorion (una lunga e larga striscia di tessuto con immagini di croci, posta sulle spalle sopra tutti i paramenti) e il Vangelo nella mano sinistra - un simbolo di appartenenza alla dignità episcopale. Nell’iconostasi delle chiese orientali è sempre presente una grande icona di San Nicola insieme alle icone di Gesù e della Madonna, che sottolinea il ruolo del santo nella liturgia.

a cura di Yaryna Moroz Sarno

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