...Nella Tua Dormizione non hai abbandonato il mondo,
o Madre di Dio. Sei passata alla vita, Tu, madre della Vita,
e con le Tue preghiere liberi dalla morte le nostre anime.
La tomba e la morte non prevalsero sulla Madre di Dio
che prega incessantemente per noi e
resta ferma speranza di intercessione.
Infatti Colui che abitò un seno sempre vergine
ha assunto alla vita colei che è la Madre della Vita.
Kondakion della Dormizione di san Cosma vescovo di Maiuma
La festa della Dormizione della Beata Vergine Maria è una delle più antiche feste mariane e loro coronomaento. È stata menzionata negli scritti di San Girolamo, di Sant'Agostino e di Gregorio, vescovo di Tours e nel IV secolo era già ampiamente celebrata a Bisanzio.
Fu celebrata nel 431 a Gerusalemme, poco dopo il Concilio di Efeso. All'inizio nella celebrazione della memoria della Dormizione si sottolineava principalmente i privilegi della Vergine Maria. Solo dal VI secolo la festa prende il nome attuale. La festa estesa fu istituita nel 582 dopo la vittoria dell'imperatore bizantino Mauritius sui persiani e successivamente intorno all’anno 600, venne estesa all’intero impero bizantino, che attraverso il papa proveniente dal clero di Gerusalemme, Teodoro I, giunse in Occidente.
L'evento della Dormizione della Vergine Maria probabilmente accadde fra il 66 ed il 70 d.C., durante l’assedio di Gerusalemme. Le notizie provengono dai testi apocrifi e dagli scritti dei Padri della Chiesa. I primi accenni risalgono a sant’Epifanio di Salamina (IV secolo) che spiegava il silenzio della Scrittura come una precisa volontà di Dio “per non suscitare un eccessivo stupore nell’animo degli uomini”. Nei Vangeli apocrifi, nei racconti della Dormitio Mariae, si diffondono in ampi dettagli sulla morte della madre del Signore, sulla sua sepoltura e sul trasferimento del suo corpo (ad esempio, nel libro dello Pseudo-Giovanni evangelista, nel Libro dello Pseudo-Melitone di Sardi, del Transito Romano, o di quello del Transito Siriaco). Tra loro il più autorevole sembra sia stato lo Pseudo Dionigi Areopagita che influenzò i suoi successori, particolarmente le omelie dei secoli VIII - IX. Nel terzo capitolo del De Divinis Nominibus, attribuito allo Pseudo-Dionigi (500 circa), si descrive la scena con la riunione degli apostoli, il posto speciale di Pietro, l’addormentamento di Maria. La Legenda aurea di Iacopo da Varazze, che ha ispirato in modo sostanziale l’iconografia cristiana medievale, lo cita continuamente. Nell'omelistica della Dormizione sono stati importanti le opere di Germano di Costantinopoli, di Andrea di Creta, di Giovanni Damasceno, di Teodoro Studita e Giorgio di Nicomedia, ecc. Nel V secolo furono scritte le omelie per questa festa di S. Anatolio, patriarca di Costantinopoli, e nell'VIII secolo - due canoni della festa di San Cosma di Maium e San Giovanni Damasceno. Le opere liturgiche, gli inni dedicate alla festa della Dormizione della Santissima Theotokos sono stati compiuti da figure autorevole della chiesa orientale come St. Anatoli, Patriarca di Costantinopoli (V secolo), S. Germano I, Patriarca di Costantinopoli (VIII secolo), S. Teofane l'Inscritto, Metropolita di Nicea (IX secolo), S. Cosma di Maium (VIII secolo) e S. Giovanni Damasceno (VIII secolo).
L'iconografia bizantina nella sua forma canonica si è formata alla fine del X secolo e rappresenta la Vergine Maria sul letto, circondata dagli apostoli, Cristo con gli angeli che regge la sua anima come una bambina neonata in fasce.





