Sei stato trasfigurato sulla montagna, Cristo Dio,
mostrando ai Tuoi discepoli la Tua gloria quanto più potevano.
Possa la Tua luce originale splendere anche su noi peccatori.
per le preghiere della madre di Dio, o Datore di luce, gloria a Te.
Troparion, voce 7
La Chiesa Orientale [che segue il calendario giuliano] festeggia la solennità della Trasfigurazione di Nostro Signore il 19 agosto. Gesù sale sul monte a pregare, scegliendo di portare con sé Pietro e «i figli del tuono» Giacomo e Giovanni (Mc 3, 17). Mentre pregava, «il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (Lc 9, 29). Così Cristo, prima della Passione, apparve nel suo Corpo glorioso (Mt 17, 1-13; Mc 9, 1-12; Lc 9, 28-36).
La festa della Trasfigurazione rivela all'uomo la sua vocazione alla divinizzazione attraverso l’espressione della divinità di Cristo. Nell'inno della festa: "In questo giorno sul Tabor, Cristo trasformò la natura ottenebrata di Adamo. Avendola coperta del suo splendore, la divinizzò". Secondo la tradizione attestata già nel IV secolo da Cirillo di Gerusalemme e da Girolamo, si identifica il luogo dove sarebbe avvenuta la Trasfigurazione con il monte Tabor.
Mosè ed Elia rappresentano la Legge e i Profeti, che avevano annunciato la venuta del Messia, la sua Passione e gloria; apparsi nella loro gloria, parlavano con Lui del compimento del suo sacrificio in Gerusalemme.
La Trasfigurazione è la teofania, che anticipa la Risurrezione di Gesù di cui condivide proprio il simbolo della luce ed è anche una manifestazione trinitaria: qui, infatti, mentre il Figlio appare con la sua carne trasfigurata e il Padre è presente con la voce, c’è anche lo Spirito Santo, rappresentato dalla nube luminosa. Nelle rappresentazioni iconografiche della Trasfigurazione ogni cosa è illuminata.
di Yaryna Moroz Sarno





