La prima domenica dopo Pasqua (dominica de Thomas, Domenica in albis, Κυριακή τοῦ Ἀντίπασχα ἤτοι ἡ ψηλάφησις τοῦ ἁγίου Ἀποστόλου Θωμᾶ) ha una lettura dedicata principalmente alla memoria delle apparizioni di Cristo dopo la Risurrezione agli Apostoli, compreso Tommaso. In ricordo di questo evento tutta la settimana dopo Pasqua, così come il sesto giorno dopo la Resurrezione (la prima domenica dopo Pasqua), nella chiesa la tradizione è considerata dedicata all'apostolo Tommaso.
La liturgia della domenica di San Tommaso rafforza la fede dei credenti, esclamando con San Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!" La Domenica di San Tommaso ha questo nome nella Chiesa orientale perché si legge il brano dal Vangelo di San Giovanni in cui si parla sull'incredulità di San Tommaso: "Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e con loro questa volta c'era anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, e si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!»" La festa era già registrata nei "Decreti Apostolici" dell'Antiochia, intorno al 380, dove la racconto sulla sua istituzione si conduce dal nome dell'apostolo Tommaso stesso (ἑορτὴ τιμία αὐτὴ ἡ ὀδόη, ἐν ᾗ Δυσπιστοῦντα ἐμὲ θωμᾶν ἐπὶ τῇ ἀναστά ἐππ ἐπληροφ è la festa venerata nell'ottavo giorno, in cui io, Tommaso, che non credevo, mi riempii di [fede] nella risurrezione).
Poiché questo giorno è la prima domenica dopo Pasqua e completa la prima settimana principale delle celebrazioni pasquali, sottolineando la Risurrezione corporea di Gesù Cristo, nella chiesa era anche chiamata "Antipasqua" (in gr. Αντίπασχα, prefisso ἀντι "contro", "posizione opposta, qualità, stato, azione", gr. πάσχα - Pasqua), cioè una domenica simile alla festa di Pasqua (la traduzione letterale dal gr. "La domenica è come la Pasqua, che è una percezione sensuale del santo glorioso apostolo Tommaso"). Le fonti più antiche fin dal IV secolo citano il giorno di Antipasqua collegato con la Risurrezione di Cristo.
La Chiesa dedica questa giornata anche alla meditazione sul rinnovamento di tutta la creazione attraverso la Risurrezione di Cristo. Il Sermone di San Gregorio il Teologo (+ 390) “Per la nuova settimana” era nel Typikon bizantino una delle principali letture della festa. Questo giorno, l'ottavo dopo Pasqua, viene celebrato come il Giorno del Rinnovamento, perché, a differenza del giorno di Pasqua, il giorno stesso della salvezza, che è “il confine tra sepoltura e risurrezione” (μεθόριον τῆς ταφῆς καὶ τῆς ἀναστάσεως), questo il giorno è il giorno del "ricordo della salvezza" (τὸ τῆς σωτηρίας γενέθλιον), il giorno della "pura nuova nascita" (καθαρῶς τῆς δευτέρας γενέσεως). Il contenuto della festa deve essere un rinnovamento interiore.
Con la Domenica di San Tommaso si conclude anche l’Ottava di Pasqua. Nella liturgia bizantina della festa si condivide un pane rituale l'Artos (in gr. άρτος - pane), che per la prima volta si menziona nel Tipikon del XII secolo.
Nel suo sermone per "La Domenica nuova" ("Dopo la Pasqua, la Domenica delle lode, e su Artos, e su San Tommaso, che provava le costole del Signore") o Antipasqua Cirillo, vescovo di Turiv (+ dopo il 1182) spiegava del significato simbolico dell'Artos.
"La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome". (Gv 20, 26-29)
Troparion di Pasqua
Χριστὸς ἀνέστη ἐκ νεκρῶν, θανάτω θάνατον πατήσας, καὶ τοὶς ἐν τοῖς μνήμασι, ζωὴν χαρισάμενος.
Cristo è risorto dai morti, con la morte ha vinto la morte, donando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri.
Essendo sigillato il sepolcro, sei venuto fuori dalla tomba, o Cristo Dio, nostra vita; chiuse le porte, ti sei presentato ai tuoi discepoli, resurrezione di tutti, per mezzo loro rinnovando in noi uno spirito retto, secondo la tua grande pietà.
Kondakion di Pasqua
Εἰ καὶ ἐν τάφῳ κατῆλθες ἀθάνατε, ἀλλὰ τοῦ Ἄδου καθεῖλες τὴν δύναμιν, καὶ ἀνέστης ὡς νικητής, Χριστὲ ὁ Θεός, γυναιξὶ Μυροφόροις φθεγξάμενος, Χαίρετε, καὶ τοὶς σοὶς Ἀποστόλοις εἰρήνην δωρούμενος ὁ τοὶς πεσοῦσι παρέχων ἀνάστασιν.
Sei disceso nella tomba, o Immortale, e all'incontro hai distrutta la potenza dell'inferno e sei risorto qual vincitore; o Cristo Dio, esclamando alle donne che ti recavano aromi: salve! e hai concesso la pace ai tuoi Apostoli, tu che dai ai peccatori la risurrezione.
A porte chiuse Ti sei presentato, o Cristo, ai Tuoi discepoli.
Allora Tommaso, servendo alla Tua economia, non si trovava con loro,
perciò diceva: Non crederò se non vedo anch’io il Sovrano:
che io veda il fianco da cui uscirono sangue ed acqua, il Battesimo,
che io veda la piaga dalla quale è stata risanata la grande ferita dell’uomo;
che io veda che egli non è uno spirito, ma ha carne ed ossa.
O Tu che hai calpestato la morte, e a Tommaso hai infuso piena certezza,
o Signore, gloria a Te!
a cura di Yaryna Moroz Sarno





