In questi giorni in Ucraina viene ricordata la battaglia nei pressi del villaggio Kruty, avvenuta il 30 gennaio del 1918. Dopo la vittoria dei bolscevichi a Mosca, il governo a capo di Lenin e Trotskiy il 18 dicembre del 1917 dichiarò guerra alla giovane Repubblica Popolare Ucraina (UNR). L’esercito rosso avanzava verso Kyiv, occupando le regioni di Kharkiv, Katerynoslav e Poltava. L’esercito dell’UNR fu demoralizzato e stanco dalla lunga guerra, e a Kyiv divampò una rivolta bolscevica nella fabbrica Arsenal, perciò per la difesa di Kyiv furono chiamati i giovani.
Nei pressi della stazione ferroviaria Kruty si scontrarono le truppe regolari bolsceviche con a capo del comandante Muraviov composte da circa 4000 soldati ben addestrati, e circa 520 soldati dell’UNR che facevano parte di diverse unità: Kurin’ studentesco, i giovani della I° scuola militare ucraina, e Sichovi striltsi (fucilieri). Erroneamente tanti pensano che in quella battaglia caddero tutti i difensori dell’Ucraina, mentre in realtà perirono 70-100 soldati ucraini, la maggior parte dei giovani difensori sopravvissero e raccontarono dettagliatamente lo svolgimento del combattimento. Un altro errore viene commesso già da decenni, e riguarda la data della battaglia. Solo negli ultimi anni gli storici hanno trovato i documenti con la data esatta della battaglia, ed è il 30 gennaio e non il 29 come sappiamo tutti.
Quei 500 giovani uomini ucraini avevano solo un addestramento basilare e tanti di loro non sapevano usare le armi, tuttavia spinti dal patriottismo e dal desiderio di costruire una nuova libera e indipendente Ucraina incrociarono le armi con un nemico molto meglio munito, preparato e molto più numeroso. I giovani uomini combatterono i bolscevichi come dei leoni e parecchi di essi caddero diventando il simbolo della lotta per l’indipendenza dell’Ucraina. Il simbolo e l’esempio per le future generazioni.
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