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Myronosytsi 1Nella tradizione bizantina alla seconda domenica dopo la Pasqua è la festa delle Sante donne Mirofore, portatrici della mirra. I nomi di alcune di esse conosciamo dai Vangeli: Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Joses, Salome, madre dei figli di Zebedeo, una certa Giovanna ed altra Susanna (Lc 8, 3), che anche seguirono Gesù dalla Galilea. Sono state loro ad accompagnare Gesù al Calvario (Lc 23, 27-28) ed al sepolcro, portando olio profumato (myron) per ungere il corpo morto del Signore.

 

Già nel Cantico dei Cantici si mensiona myron (Ct 1, 3). Testimoni della morte e della sepoltura di Cristo, le pie Mirofore rappresentano questi che cercano lo Sposo (Ct 3, 1-2; 5, 6; 6, 1). Cristo, il Figlio di Dio, è Unto nello Spirito, il Re Sacerdote e Sposo della Chiesa. Myron è uno dei titoli dati dalla Chiesa greca a Cristo. La Vergine Maria insieme alle donne Mirofore, è Mirofora, portatrice del Figlio di Dio, Unto di Dio, Salvatore degli uomini e Sposo dei redenti. Le Donne sono le prime a vedere e ad ascoltare il Risorto, quindi testimoni e annunciatrici della Resurrezione. Il rivolgersi alle Donne presso il sepolcro del Risorto: "Andate, annunciate, fate memoriale di tutti questi fatti" (Lc 24, 1-12; Mc 16, 1-10; Mt 28, 1-10) fa da loro "apostole degli Apostoli" (come le chiamano nella liturgia bizantina), ed anche "le eguali agli Apostoli" (isapóstolai) nella tradizione greca.

La memoria di queste pie donne è nominata per l'intera settimana, perciò è "la Settimana delle Mirofore".

Nella domenica delle Mirofore si presentano due brani del Vangelo, la prima delle quali viene letta al Mattutino ed è il racconto lucano (Lc 24, 1-12):

Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, le donne si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno". Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse. Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l'accaduto.

Durante la Divina Liturgia si legge il brano del Vangelo di Marco (Mc 15,43 - 16,8):

In quel tempo, Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse gia morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: "Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?". Ma, guardando, videro che il masso era gia stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto". Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

"Fermatosi dinnanzi alla tomba,
l'Angelo alle donne recanti aromi gridò:
gli aromi si addicono ai mortali,
Cristo invece s'è mostrato alieno da ogni corruzione.
E voi gridate dunque:
è risorto il Signore per donare al mondo la grande misericordia".

(Tropario della Domenica delle Mirofore)

Insieme alle mirofore e agli apostoli, onoriamo Giuseppe, il nobile consigliere e discepolo zelante per la pietà, e insieme a loro acclamiamo e con fede splendidamente celebriamo la risurrezione del Salvatore. Gloria. Chi mai potrà narrare la gloria indivisa della Deità sovrasostanziale?

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